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LA REPUBBLICA - Affari e Finanza - 27 aprile 2015

 

E per patrimoni da primato il top banker è donna

NEGLI ULTIMI ANNI SONO STATI FATTI PASSI IN AVANTI IMPORTANTI PER LA PRESENZA FEMMINILE NEL SEGMENTO DEL PRIVATE BANKING E DEI FAMILY OFFICE. L’INCIDENZA AI VERTICI DERIVA DALL’ABILITÀ NEL GESTIRE SITUAZIONI COMPLESSE

«La strada verso la parità è ancora lunga, ma negli ultimi anni sono stati fatti passi in avanti importanti». Patrizia Misciattelli delle Ripe, presidente di Aifo (Associazione italiana financial family officer), descrive così la presenza femminile nel segmento del private banking e dei family office. «L’incidenza delle donne ai vertici di queste società cresce a man a mano che il baricentro della professione si sposta dai tecnicismi verso gli aspetti consulenziali, che consentono di mettere in risalto la sensibilità delle donne, la loro capacità di creare un rapporto di fiducia con una clientela che ha patrimoni complessi e molto diversificati ». Misciattelli è tra i decani del settore: dopo la laurea in Filosofia, ha svolto la sua carriera raggiungendo posizioni di vertice presso realtà come Finanza & Futuro (board director) e Bnl Investimenti (general manager), prima di fondare l’Aifo, che il prossimo 6 maggio inaugurerà l’academy dove formare i professionisti di domani. La società di consulenza Magstat ha stilato un elenco delle migliori professioniste del settore, selezionando 9 donne ai vertici dei family office e 19 professioniste con posizioni di rilievo nel private banking. Nella prima categoria rientrano, tra le altre, Elena Zambon e Anna Procopio, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Secofind, Maria Leddi, presidente di Solution Capital Management ed Emanuela Musci, ad di Strategie & Opportunità.
Tra le banker più in vista vi è Silva Lepore, dal 2007 responsabile private banking del gruppo Banca Sella, dopo aver ricoperto l’analogo ruolo in Sanpaolo Imi e, prima ancora, nel ruolo di direttore generale per Sanpaolo Bank Lussemburgo. La responsabilità della clientela istituzionale in Ubs Wealth Management Italia fa capo a Paola Volponi, che in passato per la società elvetica ha seguito i clienti privati con patrimoni al di sopra dei 30 milioni di euro ed esigenze sofisticate di gestione delle attività imprenditoriali e della governance familiare. In precedenza era stata in JP Morgan, alla guida del team private client advisory. «La crescita delle professioniste nel settore si spiega anche alla luce delle peculiarità della clientela femminile — sottolinea — Viene espresso un preciso desiderio di attenzione e una richiesta di maggiore coinvolgimento, mentre spesso si lamenta una gestione del rapporto tra banca e famiglia impostato quasi esclusivamente sulla relazione con la figura maschile del nucleo ». Le clienti, aggiunge Volponi, «si aspettano che la banca le orienti verso il client advisor non solo con le competenze tecniche, ma anche con le doti caratteriali più adeguate per loro: comprensione delle esigenze e delle dinamiche finanziarie, così come quelle di vita personale e professionale, capacità di relazionarsi con un linguaggio non esclusivamente tecnico e che le metta a proprio agio». Caratteristiche della domanda che premiano la professionalità in rosa: «Le donne sono più disponibili all’ascolto, oltre ad avere una più spiccata sensibilità e capacità nel riconoscere esigenze che non siano unicamente legate alla sfera professionale ». Tra i nomi in ascesa vi è Graziella Antinucci, da poco passata da Credit Suisse ad Azimut WM, dove occupa la carica di managing director del Lazio. In precedenza la Antinucci ha ricoperto il ruolo di area manager Centro Sud di Ubs Italia e il ruolo di partner di Banca Esperia. Nel gruppo guidato da Pietro Giuliani si segnalano anche Vincenza Belfiore, head of private insurance solutions di Azimut WM, e Monica Liverani, responsabile wealth management di Apogeo. In Pictet opera Alessandra Losito, 40 anni, che ricopre la carica di dirigente nel wealth management, e in precedenza ha lavorato in Borsa Italiana e Citibank Private Bank. Mentre Valentina Vicinanza è responsabile gestioni patrimoniali istituzionali di Banca Akros Private Banking. Presente nella società da 21 anni, segue i portafogli di grossi clienti istituzionali, corporate e di alcuni privati. Tra le high performers del Credit Suisse figurano Maria Bruna Vinci e Michela Zanchetta a Roma, Bruna Annibaldi e Caterina Tobia (alla guida del Women Netowork della banca) a Milano. Quanto alle strutture dei grandi gruppi italiani, presso Intesa SanPaolo Pb lavora invece Rossella Cervellini, che segue i primi 20 top client dell’area Lazio e Sardegna. Da segnalare anche Danila Bianco, team leader dello Studio Private 3 di Milano, una delle strutture che UniCredit Private Banking ha dedicato alla clientela con le esigenze finanziarie e patrimoniali più rilevanti. In casa Montepaschi, Laura Martano, avvocato e titolare di un Mbs in General Management, ha la responsabilità del centro Milano 2 del Private Banking. «Nella nostra società — rivendica — le donne sono il 35% della rete di banker, un dato superiore alla media del mercato, pari al 22% secondo calcoli di Aipb (Associazione italiana private banking, ndr) ». Da quasi 20 anni è in Fideuram Laura Corti, arrivata al ruolo di responsabile di un team di banker dopo una carriera finanziaria iniziata allo sportello. «Il futuro della professione intesa come consulenza a tutto tondo necessita di un network di professionisti collegati tra loro — racconta — Per questo, oltre alle competenze tecniche, è fondamentale sviluppare sinergie con notai, commercialisti e avvocati ». Un pensiero condiviso dalla collega Caterina Bandoni, che in Fideuram è stata anche supervisore: «A un certo punto — racconta — ho preferito rinunciare alla carriera manageriale, privilegiando un’attività compatibile con i miei progetti familiari». (l.d.o.)