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LA REPUBBLICA - Affari e Finanza - 21 settembre 2015


Player stranieri in manovra: puntano sul target alto

LA PRESENZA CAPILLARE SUL TERRITORIO DEI GRANDI ISTITUTI ITALIANI E L’AGGRESSIVITÀ DELLE RETI COSTITUISCONO IL BANCO DI PROVA PER I GRUPPI INTERNAZIONALI. CHE ADESSO SCELGONO LA STRADA DELLA SPECIALIZZAZIONE E DEI CLIENTI SELEZIONATI

La presenza capillare sul territorio dei grandi istituti italiani e l’aggressività delle reti. È tra questi due fuochi che sono chiamate a muoversi le banche d’affari straniere presenti nella Penisola, che ritengono quello italiano uno dei mercati più interessanti sul fronte del risparmio, ma sono anche consapevoli della difficoltà di salvaguardare i margini in una situazione di crescente concorrenza. Così la via d’uscita è in una ricerca di specializzazione, come ha fatto il Credit Suisse, cedendo la propria e upper affluent a Banca Generali (operazione da circa 45 milioni di euro a fronte di 1,9 miliardi di euro di masse trasferite e circa una sessantina di professionisti). Una scelta che ha comportato l’uscita dalla top ten italiana, ma anche la definizione di un preciso target di riferimento: la clientela high net e ultra high net, secondo le linee guida del gruppo. In questo modo si può puntare a un modello di banca integrata, con l’investment banking complementare al private. La nuova stagione passa per una quarantina di nuove assunzioni, con preferenza per i banker di alto profilo. Il prossimo 21 ottobre verranno rese note le linee strategiche dell’istituto elvetico: vi sta lavorando il nuovo amministratore delegato, l’ivoriano Tidjane Thiam. Nel consuntivo di Magstat, le banche d’affari estere presenti nel mercato private italiano sono 27 e amministrano 134,9 miliardi di euro (pari al 18% del mercato servito). Bnl-Bnp Paribas, Ubs e Deutsche Bank detengono il 49,3% del comparto e l’8,9% del totale nazionale. Gianpietro Giuffrida, responsabile Bnl-Bnp Paribas Private Banking, racconta di una strategia basata su una presenza in tutte le grandi piazze del territorio nazionale (42 centri e due hub grandi patrimoni a Milano e Roma): «Ci occupiamo della gestione complessiva del patrimonio personale, con servizi che spaziano dalla consulenza fiscale alla selezione delle opportunità di mercato per proteggere o trasmettere il patrimonio. L’azione dei banker sui prodotti del risparmio gestito e della previdenza ha portato da inizio anno a una raccolta netta di oltre 2 miliardi di euro», spiega. L’appartenenza a un gruppo paneuropeo consente alla clientela di accedere a una serie di servizi che spesso di interesse per i paperoni, come gli investimenti nelle opere d’arte e quelli socialmente responsabili, la pianificazione strategica e le iniziative di filantropia individuale. L’Italia è il terzo mercato nel contesto del wealth management europeo per Ubs. Emilio Carugati, direttore operativo Italia, spiega che l’obiettivo primario di crescita e acquisizione di nuove masse passa per l’accesso della clientela italiana alla piattaforma di investment management globale. «Tra le altre cose, offriamo una consulenza per i servizi di filantropia e gli investimenti sostenibili ». A questo si aggiunge un team dedicato ai family office, «in grado di integrare i tradizionali servizi di gestione dei patrimoni con soluzioni di corporate finance sofisticate ». Un approccio condiviso da Deutsche Asset & Wealth Management, che ha riorganizzato l’offerta con l’integrazione tra asset management e wealth management per generare efficienza e puntare sull’ampliamento dei servizi a disposizione della clientela più facoltosa. «Abbiamo un modello di business basato su portafogli con oltre il 50% degli investimenti in gestioni patrimoniali e un approccio personalizzato», spiega il responsabile per l’Italia, Roberto Parazzini: «È questa la strada obbligata per gestire anche le fasi più complesse e volatili del mercato — come nelle scorse settimane — mantenendo il rapporto fiduciario con la clientela». (l.d.o). Tidjane Thiam il nuovo Ceo di Credit Suisse che ha ceduto la propria e upper affluent a Banca Generali. Un’operazione da 45 milioni.

(21 settembre 2015)