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MILANO FINANZA

Numero 178, pag. 21 del 6/9/2008

Autore: di Laura Celli

 

Vere signore di famiglia

 

FAMILY OFFICE

Il tandem Azimut-Tamburi vara la sua sim specializzata nella gestione di grandi patrimoni affidandola a Manuela Mezzetti, strappandola agli Zambon. Che corrono ai ripari con Anna Procopio

 

Inizia la grande stagione dei family office, le strutture che gestiscono patrimoni personali rilevanti, quelli a partire da una decina di milioni di euro. Dopo l'acquisizione, a fine luglio, da parte di Gbl Fiduciaria, società del gruppo Banca Leonardo (guidato da Gerardo Braggiotti), di un nome del calibro di Franco Aletti, proveniente da una storica famiglia milanese di agenti di cambio, adesso è l'ora di Giovanni Tamburi, della Tamburi & partner, e Pietro Giuliani, di Azimut. I due sono riusciti a strappare alla famiglia di industriali farmaceutici Zambon una professionalità di rilievo, quella di Manuela Mezzetti, gestore prima dei loro patrimoni, poi co-fondatore e socio di Secofind, uno dei maggiori family office in Italia, che fa capo proprio agli Zambon. Adesso Mezzetti, 48 anni, è il direttore generale di Open Family Office, neonata sim paritetica fra due società quotate, ovvero Tip Tamburi Investment Partners (Tamburi, per l'appunto) e Azimut Holding. La sede operativa sarà nel centro di Milano.

Nel 2003 queste strutture in Italia erano solo 13, secondo un'indagine di Magstat Consulting. Alla fine dello scorso anno ne sono state rilevate ben 77. Continuano a crescere di numero e a investire su professionisti di consolidata esperienza. Segno che i grandi patrimoni in Italia sono insoddisfatti dei loro gestori, spesso istituti di credito tradizionali. Mezzetti, laurea in finanza aziendale alla Bocconi, un passato nella gestione proprietaria di cambi e tassi per Citibank e dieci accanto agli Zambon, è stata chiamata a dar vita a una struttura che intende evitare le due classiche tipologie di family office in Italia. Da un lato quella che «si occupa, a grandi livelli, solo della gestione finanziaria dei patrimoni, dall'altro quella che estende il servizio anche alle problematiche personali familiari, come la ricerca della baby sitter o del posto barca», spiega Mezzetti. Open si porrà al centro di tutto ciò: offrirà ai clienti la gestione finanziaria in piena indipendenza da banche e soci, quindi niente gestioni Azimut («Useremo solo prodotti di case terze», spiega il dg), accanto alla pianificazione fiscale e successoria e servizi per i patrimoni aziendali (gestione della liquidità). Un elemento di distinzione sarà la possibilità di entrare a far parte di una club house, «un cerchio ristretto di persone che potrà scambiarsi occasioni di investimento escluse al mercato», aggiunge. Spesso, infatti, i clienti dei family office sono imprenditori che realizzano progetti particolari, come per esempio lo sviluppo di progetti immobiliari o la creazione di newco con obiettivi specifici. In queste occasioni si pongono alla ricerca di un numero ristretto di partner affidabili con i quali condividere l'idea.

La sim è in attesa del via libera a operare da parte degli organi di vigilanza, che dovrebbe arrivare nel giro di qualche mese. Nel frattempo, Mezzetti sta mettendo insieme la sua squadra, che a regime sarà composta da una ventina di professionisti. «Per poter essere competitivi sul mercato sarà necessario creare un team di family officer all'altezza. Non semplici private bankers con competenze commerciali», racconta Mezzetti, «ma veri gestori in grado di interloquire con il cliente in campo finanziario». Il gruppo interno di lavoro sarà quindi formato da esperti di Borsa, mentre la società si avvarrà di professionisti esterni di fiducia quali avvocati e fiscalisti per dirimere le questioni tributarie e successorie. Il target di riferimento sono famiglie di industriali, i soggetti istituzionali, le fondazioni («A queste ultime tengo particolarmente, ho lavorato per lungo tempo con loro»), ma anche privati con forti patrimoni personali. Open inizierà a gestire clienti con asset liquidi a partire da 5 milioni. Nel caso delle famiglie, significa che queste possiedono almeno altrettanto valore in immobili e beni vari.

Nel frattempo Secofind ha dovuto riorganizzarsi. Elena Zambon, che aveva creato la società lasciandola nelle mani di Mezzetti per poter seguire le attività farmaceutiche, è tornata alla presidenza del suo family office. Amministratore delegato è stato chiamato Anna Procopio, ex direttore generale di Tradinglab del gruppo Unicredit. (riproduzione riservata)

 
 
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