MAGSTAT

 HOME PAGE  Chi siamo  Servizi  Recruiting  Indagini  Stampa  Contatti

MILANO FINANZA
Milano Finanza - Fondi, Gestioni & Private Banking
Numero 063, pag. 2 del 29-03-2003

Carla Ferron

La crisi non li frena, i negozi finanziari in attività sono circa 1.400


La crisi dei mercati ne ha rallentato la proliferazione, ma non ha cancellato i negozi finanziari. Che restano un canale di distribuzione strategico. Sono infatti ormai 1.400 circa i negozi finanziari aperti in Italia da una cinquantina di banche e sim. Il conteggio è stato effettuato dallo Studio Magstat di Bologna. La società specializzata in ricerche di mercato per istituti di credito, sim e assicurazioni, che per prima nell’ottobre 2000 aveva studiato questo fenomeno attraverso un censimento, è tornata a fotografare la situazione a due anni e mezzo di distanza, attraverso una nuova indagine condotta su un campione di 15 operatori, che da soli dispongono di 1.091 negozi. Quali sono i risultati principali?

«In breve possiamo dire», risponde Marco Mazzoni, responsabile dello Studio Magstat, «che, nonostante la crisi dei mercati finanziari e del risparmio gestito, le banche non rinunciano ad aprire negozi finanziari anche se sicuramente con meno intensità di allora. Quasi tutti gli operatori analizzati, infatti, hanno incrementato il proprio numero di negozi». In testa alla nuova classifica, con 303 presidi, svetta Fineco City, il nuovo marchio del gruppo Capitalia nato dalla fusione delle due reti Bipop City e Banca Fineco. Seguono Banca 121 promozione finanziaria (gruppo Mps) con 253 negozi e Banca Bnl investimenti e Xelion banca (Unicredito), rispettivamente a quota 67 e 62.

Ma quanti promotori vi lavorano? «Da questo punto di vista i negozi più grandi», dice Mazzoni, «sono quelli di Rasbank, Fineco city e Finanza & Futuro: arrivano fino a 500-600 metri quadrati e all’interno operano fino a 50 pf. I più piccoli sono invece quelli di Banca Bipielle.net che hanno due-tre promotori. I negozi di Banca Carifirenze e Banca 121, con circa 200 metri quadrati e al massimo 15 e 20 pf all’interno, potrebbero essere definiti di taglia media». I negozi finanziari, ovviamente, richiedono investimenti meno rilevanti se paragonati a quelli delle classiche filiali bancarie. Per il loro sostegno, comunque, sono state previste diverse formule: in franchising, diretta e mista. «Nel primo caso», spiega Mazzoni, «il promotore finanziario stipula un contratto con la banca, in cui quest’ultima si impegna a pagare le spese di avviamento e allestimento del negozio. La durata del contratto è a discrezione delle parti e può variare da una società all’altra. Si tratta di una formula utilizzata dai primi negozi finanziari nati in Italia, per intenderci quelli di Banca 121 e di Area banca. In seguito il modello è stato adottato anche da Finanza & Futuro banca».

Sono però molto più numerose le società che hanno preferito aprire negozi finanziari con una formula diretta, che prevede che il promotore finanziario stipuli con la banca o con la sim un contratto di comodato gratuito. «Così hanno fatto i network di Sella consult sim e di Bpb sim. Ma anche i più recenti negozi finanziari aperti hanno sposato questa formula: è il caso degli spazi aperti da Banca Carifirenze», sottolinea Mazzoni.

Esiste poi una soluzione cosiddetta mista, che prevede una divisione delle spese investite tra le due parti. Un esempio? «Nel caso dei Salotti dell’investitore», risponde il responsabile dello studio Magstat, «un 60% è a carico della Bnl investimenti sim e il rimanente 30% è sostenuto dal promotore».

Per il resto, i negozi finanziari tendono ad assomigliarsi tra loro: sono per lo più ubicati fronte strada in zone ad alto scorrimento, l’arredamento e l’allestimento è standardizzato, quasi tutti dispongono di uno sportello automatizzato Atm evoluto, in cui è possibile effettuare le classiche operazioni bancarie (dal versamento al prelievo, dal pagamento utenze all’interrogazione del conto corrente). Con orari simili a quelli dei negozi commerciali, utilizzano canali di supporto quali la banca telefonica, il call center, Internet. «Certo, come è normale che sia», annota Mazzoni, «gli ultimi inaugurati sono sempre più curati, hanno lay out più accattivanti e strumenti tecnologici superevoluti, come il collegamento satellitare con la sede, la tv satellitare, video al plasma e personal computer con collegamento Internet e Intranet». (riproduzione riservata)

Carla Ferron

Magstat Consulting S.r.l. Via Monte Grappa, 3 - 40121 Bologna - Italy