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MILANO FINANZA 23 FEBBRAIO 2008

Milano Finanza
Numero 039, pag. 29 del 23/2/2008

I VOSTRI SOLDI
Investimenti.
Banche e assicurazioni rispondono al bisogno di sicurezza con prodotti alternativi.
Come i contratti life settlement.

Polizze anti-orso

di Roberta Castellarin

Di fronte alla volatilità dei mercati molti investitori sono alla ricerca di un rifugio, di strumenti poco correlati all'andamento di azioni e bond, ma senza accontentarsi dei rendimenti offerti da Bot o altri strumenti di liquidità. Così le private bank sono alla ricerca di asset poco sensibili ai trend di borse e obbligazioni. Uno degli strumenti che ha queste caratteristiche è rappresentato dal Life settlement, ossia il mercato secondario delle polizze puro rischio decesso americane. Un mercato nato negli anni scorsi perché conciliava due tipi d'interessi. Dà agli assicurati l'opportunità di massimizzare i loro asset, dismettendo le proprie polizze nel mercato; un'alternativa importante rispetto all'esiguo capitale che riscuoterebbero in caso di storno della polizza. Dall'altra c'è l'interesse degli investitori (sempre più spesso si tratta di soggetti istituzionali) che acquistano tali polizze, direttamente o attraverso strumenti finanziari, garantendosi dei rendimenti importanti.
Racconta Daniele Conti di Q&A solution, società di advisor specializzata in questo settore: «Circa il 5% dei senior americani, con polizze eleggibili, conosce attualmente il valore e l'opportunità del life settlement. Inoltre, i baby boomers stanno raggiungendo la soglia dell'età pensionabile e non avendo provveduto a una copertura pensionistica adeguata faranno confluire le proprie polizze nel mercato secondario. Mentre nell'anno 2007 il settore ha avuto uno spessore di 10 miliardi di dollari, gli esperti pronosticano che il valore facciale del sottostante di questa asset class possa raggiungere 160 miliardi già nel corso del prossimo decennio. Tale crescita è spiegata anche dall'attraente profilo rischio/rendimento a fronte di una volatilità davvero contenuta». Aggiunge Conti: «In questi anni, nonostante la crescita elevata dei volumi, i rendimenti sono rimasti costanti e si sono attestati su una forchetta dell'8-12% all'anno. Peraltro, durante la crisi subprime e il crollo dei mercati iniziato l'estate scorsa i fondi specializzati in queste asset class hanno continuato a registrare rendimenti positivi, a dimostrazione della totale decorrelazione rispetto a borse e bond». Ma come può accedere il risparmiatore italiano a questi strumenti? «Esistono una ventina di fondi single manager che investono in questi strumenti. Si tratta, però, di prodotti non armonizzati e domiciliati in paradisi fiscali, come le Cayman island. C'è poi un fondo di fondi di diritto lussemburghese che offre un portafoglio diversificato di single manager. Si tratta, però, per ora di un prodotto non armonizzato per cui chi ci investe è penalizzato fiscalmente perché al capital gain si applica l'aliquota marginale e non l'imposta sul capital gain del 12,5%. Così la via ideale per investirci è rappresentata dal private insurance, ossia da polizze che hanno come sottostante uno o più fondi life settlement. In Italia, per esempio, offre prodotti di questo tipo Farad advisor», risponde Conti. Proprio il private insurance è una realtà in crescita in Italia perché consente, attraverso lo strumento polizza, di avere accesso ad asset class altrimenti non raggiungibili. Ma quali sono in Italia le società più all'avanguardia in questo settore? Milano Finanza lo ha chiesto a Magstat, società di consulenza specializzata nel private banking.
«Il private insurance è chiamato il fratello minore del private banking», spiega Marco Mazzoni di Magstat, «i gruppi bancari e assicurativi italiani hanno la possibilità di utilizzare società assicurative con sede in Irlanda, in Lussemburgo o in Liechtenstein dove le leggi consentono la realizzazione di polizze legate a investimenti speculativi come gli hedge fund. Tra i principali benefici, oltre alla pianificazione della successione in modo personalizzato e la protezione del patrimonio, vi sono l'esenzione e la sospensione d'imposta, ovvero in caso di decesso dell'assicurato la liquidazione della polizza va a vantaggio dei beneficiari che non pagano imposte sul capital gain, né eventuali imposte di successione o di registro». Tra i nomi più attivi del settore c'è Aig life, la compagnia vita irlandese del colosso statunitense delle assicurazioni specializzata nella costruzione e vendita di polizze unit e index linked. Attiva in Italia dal 2002, detiene asset per 1,2 miliardi di euro ed è stata la prima a vendere polizze vita costruite appositamente per il private banking. Queste polizze servono per armonizzare il trattamento fiscale degli asset sottostanti, in quanto con la polizza si acquista un fondo hedge statunitense e la sua tassazione ricade in quella di una normale polizza (12,5%). Un altro protagonista del settore è Banca Esperia. «La banca diretta da Stefano Preda ha recentemente lanciato la Private Client Insurance, una polizza assicurativa a vita intera. Il patrimonio sottostante la polizza viene gestito da Duemme sgr, in modo personalizzato e per singolo cliente, con la possibilità di utilizzare nella gestione un ampio numero di strumenti (fondi di fondi hedge, comparti sicav, titoli ecc.). La polizza può anche essere sottoscritta tramite Duemme Servizi Fiduciari», spiega Mazzoni. Ma tra le banche che operano in questo settore ci sono anche la Popolare di Vicenza, la Popolare di Milano, Banca Etruria, il gruppo Credem, Montepaschi di Siena. Ma naturalmente tra i protagonisti del settore ci sono i gruppi assicurativi. Tra questi Capital label, una compagnia del Liechtenstein specializzata nelle polizze unit ed index linked.
È sbarcata in Italia a inizio del 2006 grazie ad accordi con gruppi bancari intenzionati a vendere polizze di private insurance. Mentre sono lussemburghesi Vitis life, che fa parte di Kbc, gruppo bancario-assicurativo olandese, e Farad international, specializzata proprio in polizze legate a investimenti alternativi. E punta sugli alternativi per il private insurance anche Clerical medical Italia. Tra le italiane c'è il gruppo Fondiaria Sai. La compagnia di assicurazione dedica infatti ai propri clienti con cospicui patrimoni, investiti in polizze assicurative, un servizio di private banking. Con il private insurance, Sai mette a disposizione del cliente private dell'agente assicurativo Sai un'assistenza commerciale e tecnica personalizzata con attività quali l'analisi e il monitoraggio della posizione assicurativa vita nonché l'offerta di prodotti e servizi riservati in via esclusiva. Mentre Banca Mediolanum, grazie alla compagnia di assicurazione costituita in Irlanda, ha messo a disposizione dei propri clienti italiani alcune polizze legate agli investimenti alternativi. (riproduzione riservata).

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