MAGSTAT

 HOME PAGE  Chi siamo  Servizi  Recruiting  Indagini  Stampa  Contatti

MILANO FINANZA 21 novembre 2015

Milano Finanza

Numero 230,  pag. 43  del 21/11/2015

 

I VOSTRI SOLDI IN GESTIONE

 

Private banking I family office sono in forte espansione anche in Italia.

Ecco dove investono oggi e quanto costano

 

Banchieri di famiglia

 di Francesca Vercesi 

 

Il mondo del family office italiano conta su masse in gestione pari a 56 miliardi di euro e, sebbene il termine sia spesso abusato dato che sotto questa voce si celano realtà molto diverse, c'è chi ha provato a fare ordine. Così, secondo l'indagine di Magstat Consulting, in Italia si contano 391 family officer che offrono consulenza a più di 13 mila clienti. E a fine 2014, il numero delle strutture che offrono servizi di family office (ovvero realtà che detengono patrimoni superiori ai 10 milioni di euro) è salito a 126 unità erano 120 l'anno precedente, con una dinamica in forte crescita nell'ultimo decennio dato che Magstat ne censiva soltanto 13 nel 2003 (si veda grafico). Nel 2014 sono state registrate 19 entrate e 13 uscite. Le entrate rilevate da Magstat sono: Amu Investments Sim, Arc Advisory Company Seven Fiduciaria, Bespoke Wealth Advisory 360, Bgp Aurea, Fingiaco, First Wealth Management, Gota, Harmonia Scf, Indaco Scf, Laprima Holding, Leaders Data, Panrhema, Rancilio Cube, Ruocco & Partners Consulting, R.G. Family Office-Cofin Golding, Shohet Family Office, Studio Fontana Bertoli, Valeur Società Fiduciaria, Wic Private Equity-Family Office Balduzzi. Inoltre, secondo quanto emerso dal Global Family Office Report 2015 di Ubs e Campden Wealth, i family office a livello globale hanno continuato ad aumentare la propensione al rischio e hanno scelto di ridurre i bond in portafoglio, in favore di azioni e investimenti in fondi. Sul fronte dei rendimenti dal Report emerge che nel 2014 le performance medie dei family office analizzati (224 in 37 Paesi per asset medi pari a 806 milioni di dollari) si sono attestate sul 6% (in dollari) rispetto all'8,5% del 2013. E i family office in Europa, con un rendimento del 6,4%, hanno messo a segno il miglior risultato tra le quattro regioni esaminate per via della allocazioni più elevate al private equity e all'immobiliare. In ogni caso, segnala il report, i family office giocano un ruolo attivo nel private equity dato che il 22% del portafoglio medio è esposto a questo tipo di investimento, compreso il venture capital e forme di co-investimento. «I family office sono con più probabilità coinvolti in un ruolo di gestione attiva nel private equity», afferma il Report 2015, «e le operazioni cosiddette office-to-office deals, tipicamente, rappresentano un decimo dell'allocazione in private equity dei family office». Dall'edizione 2015 dello studio di Ubs e Campden Wealth emerge anche che gli obiettivi dei family office non sono cambiati: le famiglie vogliono soprattutto che la propria struttura di family office faciliti la gestione della ricchezza con un occhio attento al passaggio generazionale.

Anche l'Italia non fa eccezione. Gli attuali family office italiani sono stati creati soprattutto dalle famiglie che hanno venduto le proprie attività imprenditoriali negli ultimi anni. «Sono notevoli le potenzialità di sviluppo in quanto, secondo attendibili stime, esistono oltre 10 mila famiglie con patrimoni superiori ai 10 milioni di euro in Italia», spiega Marco Mazzoni, a capo di Magstat Consulting. E aggiunge: «I family office ideali sono quelli di proprietà di una sola famiglia ma sono rari almeno in Italia perché serve un patrimonio superiore ai 200 milioni di euro per giustificare i costi. La caratteristica più importante di un family office dovrebbe essere l'indipendenza e la totale assenza di conflitti di interesse». Il report di Ubs e Campden segnala che i costi operativi sono pari a 99 punti base degli asset in gestione, e il trend è in aumento (erano 92 punti base nel 2013) a causa di normative più complicate da rispettare e anche dallo spostamento in atto dei portafogli da strategie di conservazione del capitale a un'esposizione, dei portafogli che, come detto sta diventando, in media più aggressiva. Il family office indipendente non opera in conflitto d'interesse in quanto non possiede prodotti e servizi per la gestione del patrimonio ma seleziona sul mercato i gestori e i prodotti migliori. «Quello di matrice bancaria invece ha generalmente costi nettamente più bassi ma prodotti e servizi meno personalizzati. Un altro svantaggio rispetto gli altri è che rischia di operare in conflitto d'interesse anche se molte banche hanno introdotto un vincolo del 5-10% massimo di patrimoni investiti in prodotti di casa. Il family office di matrice bancaria deve però sposare una logica di open architecture (offerta multibrand senza limiti, ndr) per proporre un servizio di family office credibile», precisa Mazzoni. Pionieri del family office in Italia sono stati commercialisti come i Severgnini a Milano e i Tosetti a Torino nei quali le principali famiglie imprenditrici avevano riposto la propria fiducia. «Prima della nascita del family office in Italia erano infatti i commercialisti, gli avvocati e i notai di famiglia a svolgere questa funzione quindi è naturale che diverse strutture indipendenti di family office si siano formate con la partnership di consulenti specializzati in diverse discipline», conclude Mazzoni. Afferma Riccardo Foa, partner di Tosetti Value Sim, società che a oggi assiste 54 famiglie, 10 aziende e 8 istituzioni per un patrimonio mobiliare di circa 4 miliardi di euro con una struttura di 25 persone: «Siamo un multi-family office basato a Torino e di riferimento in Italia e continuiamo a crescere non solo a livello nazionale ma anche all'estero. Crescita dovuta all'evoluzione macroeconomica e dei mercati che ha reso ancor più importante per le famiglie avere un riferimento nelle loro scelte finanziarie. L'ufficio studi interno rappresenta il cuore delle attività del family office. I nostri clienti si affidano a noi principalmente per l'asset allocation e selezione di strumenti finanziari efficienti ma spesso siamo chiamati ad affiancarli in altre attività come governance, fiscalità, arte e charity». Aggiunge Foa: «credo ci sia spazio di crescita sul settore e che oggi ci sia una potenzialità interessante». Infine, per Andrea Caraceni, ad di Cfo sim, il concetto di family office è in evoluzione. «Oggi bisogna da un lato trovare le migliori opportunità in tutto il mondo, anche sulla base del posizionamento geografico del cliente in più Paesi, dall'altro essere in grado di avvicinare e fare accedere famiglie, imprenditori e imprese ad un mercato globale sulla base di singole necessità e esigenze».

Da Sim a Scf. Alcune sim di consulenza hanno richiesto e ottenuto, con delibera Consob, la revoca dell'autorizzazione all'esercizio del servizio di consulenza negli investimenti, con conseguente cancellazione dall'albo delle sim, per poter proseguire la stessa attività come società di consulenza finanziaria o Scf, in prospettiva vigilata solo dalla Consob. Queste società intendono quindi iscriversi alla sezione riservata alle Scf dell'albo unico dei consulenti finanziari di prossima istituzione. Sono stati cinque i cambi di denominazione sociale da Sim a Scf avvenuti nel 2014 e a inizio 2015: 81 Scf Family Office Spa, Abs Consulting Scf, Consultique Scf Spa, Galileo Finance Spa, Global Wealth Advisory Scf Spa. Spiega Luca Mainò, cofondatore di Consultique e membro del consiglio direttivo Nafop: «Nel 2007, con l'entrata in vigore della Mifid, siamo stati costretti a diventare Sim. L'appellativo di Sim non ci è mai appartenuto in quanto abbiamo sempre prestato solo il servizio di consulenza, oltre a quello di analisi e ricerca». E precisa: «non è cambiato nulla per i clienti e per gli studi professionali e le società di consulenza indipendente del network. Con il network Consultique abbiamo sviluppato per chi si vuole dedicare alla consulenza fee only (solo a parcella, ndr) un sistema di servizi unico nel suo genere». (riproduzione riservata)

 

Milano Finanza copyright 2014 - 2015. Tutti i diritti riservati 
Le informazioni sono fornite ad uso personale e puramente informativo. Ne è vietata la commercializzazione e redistribuzione con qualsiasi mezzo secondo i termini delle condizioni generali di utilizzo del sito e secondo le leggi sul diritto d'autore. Per utilizzi diversi da quelli qui previsti vi preghiamo di contattare mfhelp@class.it

Magstat Consulting S.r.l. Via Monte Grappa, 3 - 40121 Bologna - Italy