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MILANO FINANZA

Fondi, Gestioni & Private Banking - Milano Finanza pag. 35 del 17/4/2004 Autore: Carla Ferron

Private banking I risultati di un'indagine dello Studio Magstat sui pf-private banker di 20 società

Gli italiani rafforzano le squadre

In un mercato cresciuto in un anno del 30% emergono gli exploit di UniCredit ed Esperia. In controtendenza Leonardo. Fra gli esteri si salvano gli svizzeri.

Italiani (quasi) in attacco. Stranieri sempre più in difesa. Il reclutamento di private banker sul mercato tricolore vede in prima fila realtà nazionali, quali UniCredit e Banca Esperia, mentre non si arresta la fuoriuscita di uomini da alcune delle principali società estere operanti nella penisola. Sono questi i principali trend del settore evidenziati da un'indagine dello studio Magstat di Bologna (www.magstat.it), che ha censito gli uomini di 20 operatori sulla base di dati Consob. L'analisi, condotta dalla società specializzata in sondaggi, ricerche di mercato e consulenza a banche, sim e assicurazioni, si è focalizzata sui professionisti iscritti all'albo dei promotori finanziari assoldati dalle strutture di private banking. Una parte non del tutto esaustiva ma significativa degli uomini in attività in questo segmento di mercato. "Ai professionisti censiti dall'indagine se ne affiancano in effetti altri che non sono iscritti all'albo Consob, soprattutto all'interno delle società italiane", sottolinea Marco Mazzoni, responsabile dello studio Magstat. ´I motivi della mancata iscrizione? Fermo restando che la decisione di iscriversi o meno all'albo spetta al singolo, la mancata iscrizione si traduce di fatto in un anonimato, che secondo le società mette maggiormente al riparo il proprio team dagli scippi della concorrenza'. Ma ecco i risultati dell'indagine.

Cresce la squadra. I private banker iscritti all'albo dei pf operanti per le 20 società analizzate dallo studio Magstat in un anno sono aumentati del 30% circa: nel gennaio 2004 si contavano 673 professionisti contro i 517 di 12 mesi prima. ´Un incremento a due cifre conseguente all'apertura di nuove filiali da parte degli operatori ma comunque inferiore alle attese: il mercato resta infatti difficile', commenta Mazzoni. Che aggiunge: ´A frenare il turnover sono gli stessi contratti con cui le società legano i loro uomini: spesso i private sono blindati per cinque anni, con l'introduzione di pesanti penali per recessi anticipati'.

Le realtà più in movimento? Tra queste c'è la giovane UniCredit private banking, realtà nata a inizio 2003 per raggruppare i servizi delle banche del gruppo guidato da Alessandro Profumo. ´Alla fine dello scorso gennaio', dice Mazzoni, ´i private Unicredito iscritti all'albo erano già un centinaio, un quinto circa di quelli complessivamente dichiarati dalla società. Unicredito, così come il gruppo Intesa che non rientra tuttavia nel campione non avendo creato una società ad hoc, è facilitato nel reclutamento dal fatto di ricercare uomini con esperienza tecnica, ma anche senza portafoglio. I clienti sono già nel gruppo'.

Altra realtà relativamente giovane e in movimento è Banca Esperia, che ha oggi una trentina di private iscritti all'albo dei pf. ´Circa la metà di quelli complessivamente dichiarati', annota Mazzoni. Continua, poi, la crescita della realtà Steinhauslin (gruppo Mps), tra le società che hanno maggiormente cavalcato il primo scudo fiscale, ma in sviluppo anche nell'ultimo anno, quando i banker-pf sono passati da 46 a 62. ´In un mercato così difficile, tuttavia, per conseguire una forte crescita', sottolinea sempre Mazzoni, ´spesso non resta che la via delle acquisizioni. Come ha fatto per esempio Bim rilevando Symphonia'. Raggiungendo un numero di gruppo di quasi 100 private banker. In controtendenza fra le realtà italiane di medie dimensioni c'è invece Banca Leonardo, i cui pf-private sono scesi da 68 a 56. ´La società ha pagato le voci di vendita di cui è stata oggetto negli ultimi due anni', spiegano a Magstat.

Arretra lo straniero. Fra gli esteri operanti in Italia il calo più vistoso è quello di Crédit agricole Indosuez private banking, che ha visto ridursi in un anno la propria squadra da 25 a dieci unità. ´Le ragioni della flessione', commenta Mazzoni, ´vanno individuate nel progetto di far confluire il private targato Crédit agricole in quello Intesa'. Anche senza voler tener conto dei lavori in corso nel gruppo guidato da Corrado Passera, gli stranieri in generale sembrano comunque segnare il passo in Italia. Merrill Lynch, per esempio, nel gennaio scorso contava su 13 professionisti, contro i 17 dell'anno precedente, già in diminuzione rispetto ai 32 del 2002. In leggera flessione anche Morgan Stanley (da 16 a 14 unità), l'incremento tra gli stranieri è targato Svizzera: Bsi Italy ha quasi raddoppiato la sua mini-squadra oggi di 11 private-pf; Ubs Italia è passata da 48 a 51 professionisti. ´Una crescita che si spiega soprattutto con l'intento di non perdere i capitali rientrati in Italia via Scudo', conclude Mazzoni. (riproduzione riservata)

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