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MILANO FINANZA 15 marzo 2014

Bilanci da veri Paperoni

PRIVATE BANK. Nel 2013 le banche italiane che si occupano della gestione di grandi patrimoni hanno registrato risultati da record. E per cavalcare il momento d’oro delle borse gli istituti adesso puntano sui reclutamenti.

di Roberta Castellarin e Paola Valentini

Il 2013 è stato un anno d’oro per le private bank italiane e il 2014 promette di esserlo ancora di più. Dai bilanci dell’anno scorso (in corso di pubblicazione) dei principali istituti e divisioni che si occupano di gestire i patrimoni dei Paperoni emerge infatti una crescita diffusa delle masse e della raccolta. «Le performance positive delle borse hanno sostenuti i bilanci delle private bank nel 2013», conferma Marco Mazzoni di Magstat.

E proprio il buon andamento dei mercati finanziari sta riportando gli investitori a guardare con interesse al risparmio gestito. Non a caso le strategie di crescita delle private bank prevedono una forte attenzione ai fondi. D’altronde la scelta di
Unicredit di quotare nei prossimi mesi la controllata Fineco e lo sbarco in borsa previsto a breve per Anima dimostrano che il settore della gestione del risparmio è nel pieno di una fase di forte crescita. E gli operatori specializzati che si dedicano ai patrimoni vip devono far fronte a una concorrenza da parte delle banche commerciali che si fa sempre più agguerrita perché il risparmio è diventato una risorsa scarsa e tutti puntano a fasce più alte di clientela.

Da qui l’intensificarsi dei reclutamenti di grandi banker dalle reti concorrenti. Una strategia messa in campo per esempio da Banca Esperia, il cui patrimonio a fine 2013 ha raggiunto 15,3 miliardi (+15% circa). (riproduzione riservata)

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