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MILANO FINANZA

Milano Finanza Numero 180, pag. 29 del 12/9/2009
Autore:
di Roberta Castellarin e Paola Valentini

Investimenti: Oltre ai benefici fiscali, il life insurance offre una buona alternativa a chi non vuole o non può disinvestire gli asset da rimpatriare Polizze

Polizze a misura di rimpatrio? Uno dei problemi che hanno i Paperoni che intendono partecipare allo scudo fiscale è quello di smobilizzare in tempi brevi i capitali detenuti all'estero spesso investiti anche in strumenti poco liquidi o difficilmente liquidabili. Una mano la possono dare le polizze di private insurance, il mercato assicurativo dedicato alla clientela più ricca. Oltre ai vantaggi tipici dei prodotti assicurativi rappresentati dalla non sequestrabilità, impignorabilità ed esenzione dalla imposta di successione, tramite la polizze di private insurance si possono impacchettare strumenti già esistenti dandogli nuova vita. Sottolinea Marco Mazzoni della società di consulenza sul private banking Magstat: «Tra i principali benefici, oltre alla pianificazione della successione in modo personalizzato e la protezione del patrimonio, vi è l'esenzione e la sospensione d'imposta, ovvero in caso di decesso dell'assicurato la liquidazione della polizza va a vantaggio dei beneficiari che non pagano imposte sul capital gain, né eventuali imposte di successione o di registro. Sono inoltre impignorabili e in sequestrabili. Inoltre l'imposta sostitutiva del 12,5% avviene soltanto al momento del riscatto sul guadagno. Queste polizze hanno un elevato grado di personalizzazione e possono essere costruite su misura delle specifiche esigenze del cliente. Per aumentare il grado di riservatezza il cliente può sottoscrivere queste polizze tramite una società fiduciaria. Nelle polizze di private insurance si possono inserire oltre ai titoli anche i patrimoni non finanziari come gli immobili, le quote societarie, le opere d'arte, le auto e le imbarcazioni». Ma in occasione dello scudo questi strumenti presentano anche altri vantaggi. Dice Maurizio Sardella, responsabile intermediazione assicurativa Banca Euromobiliare (gruppo Credem): «Con le polizze di life insurance si ha la possibilità di non smontare la posizione costruita all'estero e, con l'utilizzo di fiduciarie italiane si possono rimpatriare i capitali senza, però disinvestire anticipatamente strumenti che sarebbe sconveniente liquidare in tutta fretta». Un'esigenza, quella di non vendere subito, che può emergere sia in caso di posizioni in perdita, sia in caso di investimenti in strumenti sofisticati. Conferma Sardella: «Credo che la soluzione del life insurance sarà presa in considerazione perché di solito i clienti facoltosi hanno portafogli investiti anche in strumenti complessi e poco liquidi come hedge fund o fondi di private equity. Non solo», prosegue il money manager, «con la formula del life insurance si evita di vendere portando a casa le perdite, una situazione in cui si possono trovare molti clienti vista la crisi che ci siamo appena lasciati alle spalle».

Uno degli strumenti principali usati nella costruzione delle polizze di private insurance sono le unit linked, prodotti vita che hanno come sottostante quote di fondi che a loro volta possono investire in un mix di asset come i fondi di life settlement (articolo in pagina).

I protagonisti. Quasi tutte le private bank italiane offrono questo tipo di servizio attraverso società vita del gruppo e chi non lo ha si sta attrezzando in vista dello scudo fiscale. Ma spesso le banche si appoggiano anche alla consulenza di compagnie estere. Ad esempio pioniere del settore in Italia è Farad international s.a., società specializzata nel private insurance che ha sede in Lussemburgo presente dal 2003 in Italia essendo stato il primo broker assicurativo autorizzato dall'Isvap ad operare nel mercato tricolore in ottemperanza alla direttiva cross-border.

Mentre Unicredit private banking offre servizi di private insurance attraverso l'intermediazione di Unicredit broker collaborando con compagnie lussemburghesi di private-bancassurance: MassMutual Europe e Lombard. Infatti la normativa lussemburghese, per questi importi, non prevede particolari limiti di concentrazione. Per questo motivo proprio il Lussemburgo è il paese dove sono concentrate la maggior parte delle compagnie vita attive nel private insurance. Ma non è solo il Lussemburgo la patria del private insurance.

Conclude Mazzoni: «Grazie a queste polizze i gruppi bancari e assicurativi italiani hanno la possibilità di utilizzare società assicurative con sede in Irlanda, in Lussemburgo, o in Liechtenstein dove le leggi consentono la realizzazione di polizze legate ad investimenti speculativi come gli hedge fund». (riproduzione riservata)

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