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MILANO FINANZA 10 LUGLIO 2010

Milano Finanza Numero 134, pag. 12 del 10/7/2010
COPERTINA investimenti

Tre cocktail vip per l'8%


I banker dei Paperoni hanno studiato sei portafogli su misura Titoli di Stato con qualche puntata su corporate bond ed Etf per chi cerca il 4%. Uno spruzzo di azioni e alcuni high yield per chi vuole doppiare il Btp

di Roberta Castellarin
Grafici e tabelle MAGSTAT

Ottenere l'8% e un flusso cedolare più volte all'anno. Questa è la sfida che Milano Finanza ha lanciato a family office e sim indipendenti, che hanno elaborato ricette ad hoc per costruire un mix di bond e azioni con un rendimento atteso dell'8%. Il cocktail preparato dai banchieri dei Paperoni offre anche un flusso cedolare ripartito nel corso dell'anno.

La ragione? Molti risparmiatori oggi cercano maggiore sicurezza proprio nelle obbligazioni che offrono una rendita con cadenza più breve di un anno e lo stesso risultato si può raggiungere con portafogli diversificati, che permettono però anche di prendere scommesse su un rimbalzo delle borse.
I gestori dei Paperoni italiani, che negli ultimi anni hanno aperto i loro family office a più soci creando strutture di gestione comuni tra più dinastie, rappresentano paradossalmente un benchmark significativo anche per il piccolo risparmiatore in quanto hanno come prima mission la difesa del patrimonio delle famiglie e per questo tendono a muoversi con grande circospezione sui mercati
Cfo sim è il tipico esempio dell'evoluzione di queste boutique: inizialmente costituita per iniziativa dei Caraceni per seguire il patrimonio di quattro famiglie, ora ne serve circa 20 che sono anche azioniste. L'ad è Andrea Caraceni, nipote del famoso sarto, mentre Massimo Papetti, che ha elaborato i portafogli riportati a pagina 13, è il responsabile family banking.

Amministra i patrimoni di famiglie blasonate come i Fossati (Star), gli Angelini, i Garofano (proprietari di cliniche private) e i Camozzi la Cofib Advisor, che invece nasce da subito come un multi family office, che può contare su un proprio team di gestori dedicato all'asset allocation dei patrimoni finanziari dei clienti.
Accanto ai family office tradizionali oggi sul mercato c'è anche un gruppo di strutture professionali cosiddette indipendenti: sono nate, cioè, per iniziativa di gruppi di independent financial advisor e di consulenti (avvocati, commercialisti, consulenti aziendali). In questo caso gli azionisti non sono le famiglie che usufruiscono dei servizi, ma i manager/professionisti che li offrono. Sono strutture che hanno il vantaggio di non operare in conflitto d'interesse, non possedendo prodotti e servizi per la gestione, ma dovrebbero selezionare sul mercato i gestori e i prodotti migliori. È questo il caso di Advin Partner, la terza sim che ha elaborato i portafogli per Milano Finanza. In Italia le strutture di family office sono cresciute negli ultimi anni e oggi gestiscono oltre 27 miliardi di euro, pari al 4,8% del mercato servito dal private banking in base all'indagine della società di consulenza Magstat sull'industria del private banking a fine 2009.
Ma ecco i titoli e l'asset allocation scelti dagli esperti per affrontare i prossimi mesi che potranno essere ancora caratterizzati da una forte volatilità. Come prevede anche lo strategist di Kairos Partner, Alessandro Fugnoli: «Il quadro macro continuerà a rannuvolarsi e l'estate e l'autunno saranno piovosi. L'economia globale non riceve più stimoli fiscali. Cina ed Europa stanno anzi premendo il freno, seriamente la Cina e più simbolicamente l'Europa».
Rischi? No grazie. Viste le previsioni di Fugnoli si può partire proprio dai portafogli con l'ombrello, quelli disegnati per investitori che preferiscono rinunciare a qualche punto di rendimento in cambio della sicurezza. A partire dalla selezione di Cofib che punta tutto sul reddito fisso, con una piccole diversificazione del 3% con un Etf sui Paesi emergenti. «Per il portafoglio da 4% abbiamo privilegiato il reddito fisso; pertanto, salvo casi di fallimento, il rendimento a scadenza si può stimare con una buona approssimazione», spiegano Paolo Baroni e Daniele Germano che hanno realizzato il cocktail di investimenti. La scadenza media del portafoglio è di sei anni e la ripartizione dei titoli prevede circa un 30% di bond che pagano dividendi semestrali, un 20% che li pagano ogni tre mesi e la restante parte che ha invece uno stacco cedola annuale. «Se si selezionano soltanto titoli che pagano le cedole in più tranche si restringe troppo il panorama. Mentre l'obiettivo di avere flussi di cassa divisi su tutto l'anno può essere raggiunto anche inserendo in portafoglio titoli che staccano cedola in periodi diversi. Noi abbiamo scelto questa seconda strada», sottolineano i money manager. Tra i titoli scelti ci sono sia i Btp tradizionali, sia quelli legati all'inflazione. A questi si aggiungono corporate bond, come l'emissione Enel a scadenza 2016 o quella Eni 2015. Non mancano anche un paio di bond bancari, l'inglese Royal Bank of Scotland e l'emissione Banca popolare di Lodi scadenza 2015. Tutti i titoli sono in euro con una metà circa a tasso fisso. Per dare un po' di pepe ai rendimenti ci sono anche due scommesse più rischiose: un titolo di Stato greco e un Etf sui Paesi emergenti, entrambi con un peso del 3% ciascuno.
Parte dai Btp anche il portafoglio disegnato da Cfo sim che assegna ai titoli poliennali del Tesoro un 14% del totale. Non mancano poi scommesse corporate. Se nel mix Cofib era presente l'emissione Fiat che scade a novembre dell'anno prossimo, qui si trova sempre un bond del Lingotto con rimborso nel 2012. Ci sono poi due scommesse emergenti: un titolo di Stato del Brasile e un Etf Ishares S&P Emerging Market Infrastructure; la componente azionaria è invece suddivisa tra l'utility Terna e due multinazionali, come Unilever e Akzo Nobel.
Ha alzato l'asticella dell'obiettivo Advin Partner che ha creato una ricetta da 6%. «Questo portafoglio ha un rendimento cedolare medio ponderato, inclusi i dividendi, del 5,79%», dice Giovanni Tosi, amministratore delegato della società. Tosi sottolinea che la caratteristica principale del mix è la diversificazione, sia dal punto di vista della tipologia di titoli proposti, che spaziano dall'azionario ai titoli di Stato e dai corporate bond agli Etf, sia dal punto di vista dei settori, tutti difensivi come il settore telefonico, l'energetico, le utility, il farmaceutico e l'alimentare. Buona è anche la diversificazione per area geografica: gli investimenti inseriti in portafoglio sono infatti orientati sull'area Usa, Europa (in percentuale minima) e Asia. Grande attenzione si è poi data al flusso cedolare. Infatti il dividend yield, ossia il rapporto del dividendo sul prezzo del titolo, è per tutte le azioni inserite abbondantemente sopra il 4% con una frequenza di pagamento trimestrale. Mentre la componente obbligazionaria è diversificata tra titoli di Stato e corporate entrambi con un peso del 35% e ha una duration media intorno ai 4 anni con tassi cedolari superiori al 5%. A differenza di quanto visto nei portafogli precedenti, in questo caso compare un rischio valuta; in particolare ci sono diverse azioni statunitensi e anche un'azione asiatica in valuta locale. Proprio per compensare la maggiore rischiosità dei titoli presi in considerazione si usa l'arma della diversificazione. «L'obiettivo principale del portafoglio proposto è di diversificare il rischio sia dal punto di vista della tipologia dei titoli, dalle aree geografiche e dei settori di investimento senza però rinunciare a un buon rendimento medio: il 5,79%», riassume Tosi.
E per chi vuole andare anche oltre al 6%? Quando si dà la caccia all'8% bisogna essere pronti a guardare a titoli più rischiosi. Le sim contattate da Milano Finanza in questo senso hanno preso strade diverse tra loro. Cofib Advisor è rimasta fedele al reddito fisso, da sempre preferito dai Paperoni, ma ha aggiunto scommesse in valuta e un maggior numero di titoli con rating inferiore a singola A. In particolare si trovano nel mix un'emissione della Bei in lire turche e titoli in dollari. Come spiegano i gestori di Cofib, «per il portafoglio da 8% abbiamo dovuto fare delle assunzioni maggiori sulle attese di alcune variabili quali il cambio euro dollaro ed euro lira turca e stimare una performance dell'Etf sui Paesi emergenti, che qui ha un peso maggiore. Facendo queste assunzioni il rendimento atteso viene compreso tra il 7,5 e l'8%». Nel complesso è in euro il 70% del portafoglio e i titoli a tasso fisso rappresentano il 65% del totale. Puntano di più sulle borse Cfo sim e Advin Partner, restando, però, ancorati a titoli difensivi. Cfo, per esempio, mette in portafoglio Enel, Gdf Suez e Deutsche Telekom per garantirsi un buon flusso cedolare. Mentre Advin guarda a Telefonica ed Eni in Europa. «Questo secondo portafoglio proposto è adatto a investitori con una maggiore propensione al rischio. Ha infatti un profilo più aggressivo e un livello di rischio più elevato dovuto anche a una maggior concentrazione dei titoli. Questo è necessario per ottenere un rendimento cedolare medio ponderato, dividendi inclusi, dell'8,04%». Anche in questo caso i titoli proposti sono tutti caratterizzati da un elevato flusso cedolare per le obbligazioni e di dividendi per le azioni. Per la componente obbligazionaria, pur sempre mantenendo un'accurata diversificazione di emittenti, Advin si è posizionata su livelli di duration più alti. Questo portafoglio ha infatti una durata media finanziaria intorno a otto anni.
Per diversificare in borsa e nel mattone Cfo sim utilizza anche gli Etf. In particolare nel cocktail da 8% si trovano L'EasyEtf Ftse Epra Eurozone, specializzato proprio sull'immobiliare, e l'indice Ishares Eurostoxx Selective dividend, che ha nel paniere le società più generose nello stacco cedola. (riproduzione riservata)
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