MAGSTAT

 HOME PAGE  Chi siamo  Servizi  Recruiting  Indagini  Stampa  Contatti

MILANO FINANZA
Fondi, Gestioni & Private Banking - Milano Finanza pag. 33 del 1/5/2004 Autore: Carla Ferron

Stipendi I risultati di un'indagine Magstat sulle retribuzioni e i contratti blindati dei relationship manager.

Impagabile quel private banker

Per i senior il fisso offerto dalle banche arriva a 70-100 mila euro.
Il variabile? Vale un ulteriore 50-70%. E se per fidelizzare gli esteri usano le stock option, gli italiani...

Si parte da una retribuzione fissa che oscilla dai 45 ai 70 mila euro annui. Si aggiunge una parte variabile legata agli obiettivi raggiunti, che può spingersi fino al 50% del fisso. E si ottiene il trattamento economico riservato dalle banche (commerciali, specializzate ed estere) ai propri private banker senior, quelli, per intendersi, con un'esperienza di almeno dieci anni e un portafoglio clienti consolidato di oltre 50 milioni di euro. A sostenerlo è un'indagine dello Studio Magstat di Bologna, che ha passato in rassegna le retribuzioni delle diverse figure operanti nel settore, nonché gli strumenti adottati dagli intermediari per blindare gli uomini d'oro.

Il responsabile delle unità di relationship manager, che opera un po' più su nella scala del private? Sempre secondo Magstat, questa figura, mediamente inquadrata come quadro di quarto livello, coordina gruppi di quattro-dieci uomini, a fronte di una retribuzione fissa che varia dai 65 ai 100 mila euro, più una parte variabile, che in alcuni casi arriva fino al 70% del fisso. Passando invece alle figure junior da formare, quali per esempio gli ex addetti ai borsini o comunque i professionisti con un'esperienza inferiore ai cinque anni e, in sostanza, senza portafoglio, Magstat parla di un inquadramento come quadro di primo o secondo livello, di un fisso che oscilla tra i 35 e 55 mila euro annui e di un variabile pari al 20-30% del fisso. ´Gli junior', sottolinea Marco Mazzoni, responsabile dello Studio Magstat, ´sono richiesti soprattutto dalle banche commerciali italiane che hanno creato divisioni private segmentando la clientela. Sono invece figure poco ricercate dalle banche straniere e da quelle italiane specializzate di recente costituzione, partite da zero senza clientela'.

Diverso il trattamento riservato ai private banker che operano per reti di promotori finanziari con strutture dedicate o per una sim o una sgr con un contratto a provvigione.

´In questi casi', spiega Mazzoni, ´sono previsti contratti triennali o quinquennali in base al portafoglio. Se quest'ultimo si aggira sui 30-50 milioni di euro, la retribuzione lorda annua varia da 100 a 200 mila euro e proviene dalle front fee e dal management fee'. Nel caso di un private banker manager, aggiunge poi Mazzoni, ´gli stipendi possono superare anche i 150 mila euro, dal momento che alle provvigioni sul portafoglio si aggiungono le over, cioè le provvigioni percepite sui ricavi dei private banker coordinati'.

Ma quali sono invece gli strumenti più utilizzati dagli intermediari per impedire la fuga dei private banker? ´A volte', risponde Mazzoni, ´viene inserito nel contratto sia il patto di non concorrenza sia di durata minima. È inutile sottolineare che il primo è quello che vincola e ostacola maggiormente un banker che vuole cambiare struttura'. Una terza soluzione impiegata è il prolungamento del periodo di preavviso. ´Questi patti, che comportano il pagamento di penali salate in caso di inadempimento, sono tra i principali motivi che hanno fatto lievitare gli stipendi e ingessato il mercato. Si tratta di metodologie poco usate dagli stranieri, che preferiscono legare gli uomini con le stock option'. (riproduzione riservata)

Magstat Consulting S.r.l. Via Monte Grappa, 3 - 40121 Bologna - Italy