MAGSTAT

 HOME PAGE  Chi siamo  Servizi  Recruiting  Indagini  Stampa  Contatti

MF
Numero 252, pag. 19 del 19/12/2008
Autore: di Margherita Solomon
 
Il tempo delle alternative
 
I team che gestiscono le ricchezze familiari abbattono i costi e puntano su life settlement e filatelia
In attesa di tornare a fare shopping nell'azionario
 
Per chi può permetterseli, auto sportive, barche, case e anche aerei personali sono tutti segni di grande distinzione, ma anche forti spese da sostenere. Spese che, di questi tempi, vanno tenuti più che mai sotto controllo. «Non si potrebbe dare un taglio ai costi di gestione?», è quello che Cofib Advisor sim, in concomitanza con la crisi economica e con le borse in picchiata, ha chiesto ai propri clienti del family office, investitori che affidano in gestione patrimoni di almeno una decina di milioni di euro. «Abbiamo proposto un servizio ribattezzato S.C.U.S.A, ovvero un Simple Check Up Sleeping Assets, per sollecitare la curiosità dei nostri clienti a rivedere l'impostazione di tutte le spese generate dagli investimenti effettuati», spiega Carlo Nalli, presidente della società. Per avere un'efficace strategia di attacco, prosegue, bisogna preparare una buona difesa. Come per esempio tagliare i costi.

Le strutture di family office, che fra il 2003 e il 2007 sono cresciuti da 13 a 77 unità, secondo Magstat, stanno cercando di superare le difficoltà del periodo anche attraverso «l'attenzione alle commissioni addebitate dagli intermediari», chiarisce Patrizio Rinaldi, ad di Banca Ifigest, istituto di credito che rappresenta diversi nuclei familiari storici italiani. Lo conferma Peter Sartogo, managing partner di Global Wealth Management: «Operiamo una riduzione delle spese perché facciamo partecipare i clienti alle nostre economie di scala. Ora, poi, la deflazione ci aiuterà a ottenere costi ancora più bassi». Edmond de Rothschild sgr, che opera con i family office, sta notando «una forte domanda di chiarezza e semplicità con costi espliciti», interviene l'ad, Stefano Rossi.

Quesi team gestionali, che devono mettere sotto protezione ingenti ricchezze, stanno cercando di creare valore con asset class anche nuove e a rischio contenuto. Evitando magari di cadere nella trappola di prodotti con pericolose sofisticazioni, che possano nascondere insidie. Qualche settimana fa gli specialisti di Consultique, un family office che fa capo a Cesare Armellini (la famiglia è azionista di quotidiani quali Il Giornale di Vicenza, L'Arena di Verona e Brescia Oggi) hanno organizzato a Vicenza un incontro su come scoprire i titoli tossici nascosti nei portafogli.

Tra le tipologie nuove di investimenti a basso rischio che stanno esplorando oggi i family office vi è il life settlement. «Consiste nell'acquisto da parte di un soggetto terzo, un cosiddetto life settlement provider», chiarisce Daniele Conti, cfo di Life settlement advisors, «di una polizza puro rischio stipulata da un cittadino americano. La principale caratteristica è l'assoluta decorrelazione dalle classiche variabili, in presenza di rendimenti vicini al 10% annuo». Nel life settlement, ma anche in strumenti non finanziari come i vini pregiati, investirà Private Alternative Selection, la Sif (Specialised investment fund) del gruppo Farad, in fase di autorizzazione. «È uno strumento grazie al quale la clientela di fascia molto elevata potrà effettuare investimenti di nicchia difficilmente accessibili ai privati», racconta Fabrizio Mazzucato, managing partner di Farad Investment Advisor.

Con capitali a disposizione a partire da 10 milioni di euro ci si può far costruire una polizza del tutto personalizzata. È la possibilità offerta da Fideuram In prima persona, la unit di diritto italiano che la banca del gruppo Intesa Sanpaolo ha realizzato di recente assieme alla compagnia svedese Skandia Vita per la fascia top dei propri clienti.

E per rimanere nel campo extra-finanziario, tra gli interessi di investimento alternativo della clientela ultra high net worth individual vi è sempre più la filatelia, che «non essendo stata condizionata da una domanda speculativa», spiega Alberto Bolaffi, presidente della maggiore società italiana di settore, «sta fornendo risposte molto positive. I tagli medi di acquisto in questo segmento si aggirano sui 50 mila euro». La difficoltà dei mercati finanziari, conclude poi Mario Zanaria, esperto di settore, ha portato una grande verve nel mercato dei francobolli, «come hanno dimostrato le ultime aste internazionali, nelle quali viene superata sempre più spesso la barra del milione di euro per singolo pezzo».

Ma i family office stanno già guardando al futuro, quando verranno tempi migliori e tornerà il momento di puntare sui titoli azionari. «Nei prossimi mesi suggeriremo di acquistare gradualmente un 10-15% di strumenti azionari in un'ottica di lungo termine», spiega Dario Tosetti, presidente di Tosetti Value sim. Mentre Massimo Papetti, responsabile del family banking di Cfo Sim, specifica di puntare «sull'energetico e petrolifero, visto che sembrano avere ormai scontato tutto il peggio possibile oltre a mantenere buoni fondamentali». A Sartogo High Net Worth Individuals non dispiacciono in questa fase settori come i farmaceutici e le telecomunicazioni, mentre preferisce evitare automobili e costruzioni. Alfredo Sangiovanni, ad di Uln sim, attende infine importanti ritorni nei prossimi 12-18 mesi soprattutto dalle borse americane. (riproduzione riservata)


 
Magstat Consulting S.r.l. Via Monte Grappa, 3 - 40121 Bologna - Italy