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MF - 17 settembre 2018


Ubp apre il private banking a Milano

Paola Valentini
 

Effetto anche della Brexit. Ubp, una delle principali banche private in svizzera specializzata nella gestione patrimoniale per i clienti privati e istituzionali, ha aperto il suo private banking in Italia nominando alla guida Alex Cecchini, in qualità di head of private banking. Cecchini, dalla sede di Milano, dovrà guidare l'espansione sul mercato tricolore di un business, quello delle gestioni dedicate ai clienti d'alta gamma.

La lussemburghese Ubp (Europe) S.A., succursale di Milano, questo in nome completo della filiale italiana, è stata fondata nel 2012 ma finora si è dedicata soltanto all'asset management per investitori istituzionali. Ubp è presente in Lussemburgo dal 2002 e vi opera, accanto a Union Bancaire Privée (Europe) S.A., attiva nella gestione patrimoniale, anche tramite Ubp Asset Management (Europe) S.A, dedicata alla gestione di fondi (distribuiti anche in Italia).

"L'estensione alle attività di private banking", spiegano dalla casa madre di Ubp a Ginevra, "è guidata dal fatto che il mercato italiano resta uno delle aree di crescita per Ubp nella regione dell'Europa Occidentale". Ubp, guidata dal ceo Guy de Picciotto, al 30 giugno scorso aveva masse per 128,4 miliardi di franchi svizzeri, dai 125,3 miliardi di fine 2017, e 1.724 persone in oltre 20 Paesi nel mondo.

Nel primo semestre del 2018, la raccolta netta si è attestata a 2,7 miliardi di franchi, un risultato stato raggiunto grazie ad afflussi di capitali provenienti da clienti privati e istituzionali, in particolare in Asia e Europa. A fine giugno 2018, i ricavi hanno avuto un aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 509,6 milioni a 540 milioni di franchi, mentre l'utile netto è salito del 5,3% a 115 milioni di franchi nel primo semestre 2018.

Nei mesi scorsi anche era sbarcata in Italia un'altra private bank svizzera, Valeur Investments e anche in questo caso il gruppo aveva aperto a Milano una filiale della propria controllata lussemburghese. In vista della Brexit, "molte banche straniere stanno ragionando sull'apertura o riapertura in Italia", osserva Marco Mazzoni, fondatore di Magstat Consutling. Un esempio è Citi che oggi segue i suoi clienti private da Londra, anche se fino a qualche anno fa aveva una presenza in Italia.

Il gruppo aveva spiegato quest'estate che "alla luce di Brexit Citi accrescerà i suoi team di private banking (e di altri business) in Europa. Come parte di questa strategia alcuni banker potrebbero essere trasferiti anche a Milano ma al momento non c’è ancora niente di definitivo. L'attuale modello di business non subirebbe comunque variazioni, in quanto le attività oggi prestate da Londra, incluso il booking center, saranno portate in Lussemburgo".

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