MAGSTAT

 HOME PAGE  Chi siamo  Servizi  Recruiting  Indagini  Stampa  Contatti

La Repubblica - Affari & Finanza 30 novembre 2009


LA METAMORFOSI INGLESE DI BANCA PROLFILO

«La metamorfosi di Banca Profilo è una case history molto interessante, che rende attraente il titolo», Patrizio Pazzaglia, direttore finanza di Banca Insinger di Beaufort, banca di private banking, dovrebbe essere considerato un concorrente, invece è in prima fila tra quelli che guardano con attenzione, e credono, al progetto di Matteo Arpe, l' enfant prodige della finanza italiana, l' ex Ceo di Capitalia che dopo essere uscito di scena in seguito alla fusione tra l' istituto da lui guidato e UniCredit è tornato sotto i riflettori lanciando una nuova sfida: il salvataggio di una banca da parte di un fondo di private equity, primo caso in Europa. A dicembre dello scorso anno mentre la crisi finanziaria internazionale spingeva i governi di quasi tutti i paesi occidentali a salvare con soldi pubblici le banche del proprio paese, lui si è mosso controcorrente, acquisendo con il proprio fondo di private equity, Sator, il 51% di Banca Profilo, l' istituto lombardo alle prese con una difficile situazione di bilancio che aveva spinto Bankitalia a mettere sotto osservazione i suoi conti. Un salvataggio ad opera di "privati" che ha richiamato l' attenzione del Financial Times. Oggi, a distanza di poco meno di un anno, i numeri gli danno ragione: ritorno all' utile, un Tier 1 del 25%, e un piano industriale che promette di arrivare al 2012 con ricavi consolidati di 100 milioni e un Roe (ritorno sul capitale proprio) del 17% dall' attuale 2%. Risultati e stime sono ancorate a un piano industriale, presentato la scorsa settimana a Milano, destinato a rivoluzionare la mappa del private banking italiano. «E' una banca d' affari all' inglese, private banking d' azienda che gestisce il patrimonio a tutto tondo, con servizi sia di corporate advisory che di investment banking», commenta Marco Mazzoni, direttore di Magstat, società di consulenza con base a Bologna, specializzata nel settore bancario e finanziario, che realizza ogni anno un' indagine a tappeto sul settore del private banking. Quello scelto da Arpe è un modello di business dall' elevato potenziale di crescita, dicono gli esperti, in un mercato, quale quello italiano, ancora poco sviluppato rispetto al resto d' Europa e caratterizzato da due poli: da un lato poche grandi banche commerciali che detengono oltre la metà del business e dall' altra pochi player di nicchia. La crisi non ha lasciato indenne il settore. Secondo le rilevazioni di Magstat nel 2008 hanno fatto registrare una crescita, e pure consistente, solo i family office. Tutte le altre tipologie di operatori segnano negativo. La nuova Banca Profilo è un family office, ma non solo, è un nuovo interlocutore che si posiziona tra Banca Esperia e la Banca Leonardo guidata da Gerardo Bragiotti, ex collega di Arpe in Mediobanca. L' obiettivo è offrire attraverso l' integrazione tra la holding Arepo e il fondo di private equity Sator un servizio globale: dal wealth management alla gestione del patrimonio immobiliare, dal patrimonio familiare a quello aziendale, secondo una logica di investimento interdipendente e bilanciato. Con un team specializzato nella ristrutturazione finanziaria postcrisi, compresa la consulenza sui derivati. I private banking italiani, dicono le stime, si aspettano di crescere grazie allo scudo fiscale. Ma non è questo l' obiettivo di Arpe. Con lo 0,1% di quota del mercato, in un settore che ha raggiunto 836 miliardi di masse gestite globali, i margini di crescita sono ampi anche sul consolidato, soprattutto per chi ha una forte specializzazione e guarda ai trend futuri, dove è il servizio il valore aggiunto e non il prodotto. Il gruppo punta a raggiungere in tre anni una raccolta di 8,4 miliardi, contro 1,8 attuali. Contando sulla forte attrazione della solidità patrimoniale, il Tier 1, che dopo l' aumento di capitale e la ristrutturazione, è salito al livello record del 25%, rispetto a competitor fermi persino all' 1%: un fattore rassicurante per gli investitori, resi più timorosi dallo tsunami finanziario. Il management è stato tutto cambiato, e nel piano figura anche la crescita per linee esterne, attraverso il reclutamento di 90 professionisti da inglobare, e fidelizzare, definitivamente nel gruppo come manager. Una strategia chiave. In Italia infatti sono i singoli private banker a fare il bello e brutto tempo: quando si spostano da un gestore all' altro si portano dietro i clienti, determinando lo spostamento di ingenti masse di denaro gestito. Il perno di tutta l' operazione di Matteo Arpe, invece, è creare un nuovo brand, un polo di attrazione stabile: una struttura plasmata a sua immagine. Un' immagine costruita bruciando tutte le tappe, dagli inizi in Mediobanca, poi in Lehman Brothers fino ai vertici di Capitalia. Dopo una tumultuosa uscita di scena, e una lite con Cesare Geronzi, oggi rientra in pista. Pronto a sfidare gli ex colleghi, amici e nemici, sul loro stesso campo. - PAOLA JADELUCA


 

Magstat Consulting S.r.l. Via Monte Grappa, 3 - 40121 Bologna - Italy