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ItaliaOggi - 25 giugno 2018


Secondo Magstat Consulting,

il mercato andrà verso una concentrazione



I
l private banking è uno dei settori più attrattivi nel panorama bancario e i professionisti che lo animano hanno un «valore di mercato» sempre più elevato per gli headhunter del sistema italiano.

È quanto emerge dall' quindicesima edizione dell'Indagine sul Private Banking in Italia, realizzata dalla bolognese Magstat Consulting, che verrà resa pubblica tra qualche settimana.

«Nel 2017, e nella prima parte del 2018, sono state realizzate molte operazioni di concentrazione in questo comparto, che si conferma in grande fermento anche in virtù dell'introduzione della Mifid 2, la nuova normativa europea che disciplina i servizi di investimento e che dovrebbe offrire una maggiore protezione a investitori e risparmiatori», commenta il presidente e fondatore della società, Marco Mazzoni, anticipando i temi portanti, appunto, della ricerca.

«Sulla spinta di questo stimolo, ora molte piccole realtà sono destinate ad aggregarsi, e a essere premiate saranno quelle che offrono una consulenza indipendente, come le boutique e i multi family office. Inoltre, su questo filone di business non impattano di sicuro i tagli che stanno interessando gli altri ambiti del settore bancario».

La Mifid 2, secondo gli esperti di Magstat, porterà maggiore trasparenza, garantendo nel contempo l'incremento degli standard di qualità dell'offerta e facendo crescere la competitività tra i molti player sul mercato. I primi effetti sono già visibili. Nel 2017, quando la norma non era ancora in vigore, il processo di concentrazione nel settore del private banking in Italia ha riguardato soprattutto i primi 10 gruppi bancari, che sono stati protagonisti di alcune acquisizioni di good bank. Ma altre operazioni si sono attuate nei primi sei mesi del 2018: Julius Baer è salita dall'80 al 100% di Kairos Investment Management; Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking ha acquistato il gruppo elvetico Banque Morval; Ersel ha firmato l'accordo per acquisire la quota di maggioranza di Banca Albertini Syz.; Banca Leonardo è stata acquisita da Crédit Agricole tramite la controllata Ca Indosuez Wealth Management; Banca Patrimoni Sella & C. e Schroders Italy Sim, infine, hanno perfezionato un accordo di alleanza strategica nel Wealth Management in Italia.

Movimenti e cambiamenti che riguardano inevitabilmente anche i professionisti del settore, sempre più specializzati e, quindi, sempre più ricercati. «Alla fine, verranno premiati i consulenti più qualificati e le aziende in grado di trasmettere al cliente il maggior valore aggiunto», suggerisce il presidente di Magstat.

Ma quali sono le ragioni che spingono un operatore a cambiare casacca?

«A differenza di quello che si potrebbe credere, sono pochi coloro che fanno questa scelta principalmente per guadagnare di più», segnala Mazzoni. «Piuttosto, c'è una questione reputazionale sempre più avvertita dalla clientela facoltosa, che spinge i professionisti a guardare con grande attenzione alle realtà considerate più solide dal mercato. E occorre rilevare come i private banker remunerati esclusivamente a provvigione sono in continua e inesorabile crescita».

Tuttavia, portare via clienti a una struttura di private banking è sempre stato complicato, per cui risultava più facile fare recruiting direttamente sui banker con portafogli consistenti. «Un'attività che però ora sta diventando sempre più difficile. Oggi quasi tutte le banche private fanno firmare patti di non concorrenza patti di stabilità con rilevanti penali e il settore diventa quindi sempre più ingessato», sottolinea l'esperto.

Ormai già dai colloqui preliminari in fase di recruiting, l'aspetto rilevante è capire la possibilità per il banker di uscire e a quale costo: in molti casi si viaggia a 1,5-2 volte il reddito annuo lordo.

 «Senza contare i mancati premi. È più facile quindi andare a pescare tra le reti di promotori, anche se in questo caso spesso i premi maturano ma vengono accantonati, oppure sono stock option che maturano a fine carriera: strumenti che quindi funzionano come i patti». (riproduzione riservata)

Roberto Carcano