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IL GIORNALE 27 gennaio 2016

Il Giornale   Redazione -  27/01/2016 -

Vola la domanda di professionisti del risparmio

Fiducia e progetti inediti le chiavi per il reclutamento in un mercato sempre più competitivo

Caccia aperta al superbanker. Complice la crescente competizione tra gli istituti di credito, l'attività di reclutamento di private banker da parte di reti di promozione e banche è cresciuta del 15% nel 2015. Secondo i dati diffusi dall'head hunter, Elan International, l'aspetto più curioso è che sono spesso le aziende stesse a cercare la figura adatta attraverso la rete di rapporti di fiducia e amicizia del management. In parallelo, il banker cambia team quando non si sente più coinvolto nel progetto o in sintonia. In sostanza, dunque, la fiducia è il cardine base del reclutamento e del successivo rapporto di lavoro tra la banca e il professionista. Come spiega, in una nota, Tania Terrazzani, partner di Elan International, il mercato del private banking vede ormai un'offerta di prodotti e servizi sostanzialmente allineata. A fare la differenza per il banker è la possibilità di entrare a far parte di una «storia nuova», cioè un progetto inedito, in cui si riaccendono prospettive e ambiziosi personali. Il professionista si conquista così sul piano delle motivazioni più profonde. Ma d'altra parte, la richiesta è così alta che l'ago della bilancia pende decisamente in suo favore. «Si è affollata l'arena di chi cerca spiega Terrazzani essendosi aperti al reclutamento anche i grandi contesti italiani, Unicredit e in minor misura Intesa Sanpaolo, pur in forme differenti. Si sta venendo quindi a creare una situazione di alta domanda a fronte di un'offerta minore: i competitor sono in concorrenza tra loro per attrarre i migliori professionisti, che sono quindi nella condizione ideale di poter scegliere e di poter contrattare a proprio vantaggio, forti di una proposta da parte del mercato veramente articolata e che è quindi in grado di soddisfare le più svariate esigenze». Ma quali sono le prospettive di carriera per un banker in questo mercato? «I modelli organizzativi dei contesti di private banking sono mediamente snelli, pertanto questa industria non consente particolari percorsi di carriera», commenta Terrazzani, precisando che «i banker sono professionisti maturi: il ruolo di un manager in questo caso è di indirizzare e forse uniformare le azioni dei singoli nel rispetto di linee guida aziendali, ma senza forzature e forte in prima persona di un track record nella gestione con il cliente». Per i ruoli apicali, come responsabile private, il ruolo di coordinamento si traduce invece in una effettiva gestione di risorse, nel loro indirizzo su obiettivi commerciali, in attività di sviluppo lato cliente e collaboratori. Guardando dentro ai numeri, secondo la fotografia scattata da Magstat, società specializzata nel monitorare il settore della gestione dei ricchi portafogli, i private banker attivi in Italia sono 13.335: 6.573 appartengono a strutture di private banking «puro» (di questi, 1.158 sono a provvigione) ,6.762 fanno capo a strutture di promotori finanziari. Le masse in gestione sono oltre 750 miliardi di euro per quasi 900mila clienti. Suddividendo l'operatività per categorie, la parte del leone la fanno le banche commerciali: 381,4 miliardi (pari alla metà del mercato servito) e 518.539 clienti sono nelle mani delle 59 banche commerciali italiane dove vi lavorano complessivamente 4.803 private banker; 134,9 miliardi (il 18% del mercato) e 141.666 clienti appartengono invece a 27 banche d'affari straniere dove sono impiegati 1.214 private banker; 38,9 miliardi (pari al 5,2% del mercato) e 20.301 clienti fanno riferimento alle 11 banche italiane indipendenti specializzate nel private banking che si avvalgono di 340 private banker; 20,8 miliardi (pari al 2,8% del mercato) e 13.448 clienti appartengono, poi, alle 23 boutique finanziarie, sgr, sim che utilizzano 216 private banker; 111,3 miliardi (pari all'14,8% del mercato) e 189.401 clienti appartengono alle 8 reti di promozione finanziaria dove vi lavorano 6.762 consulenti. Infine, 64 miliardi (l'8,5% del mercato) sono gestiti da 126 family office con 473 family officer per 15.046 clienti (di cui 954 nuclei familiari).

 

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