MAGSTAT

 HOME PAGE  Chi siamo  Servizi  Recruiting  Indagini  Stampa  Contatti

BLUERATING 28 settembre 2018


Un private banking tutto d’un pezzo

In un mercato sempre più concentrato, ricco e competitivo si cambia casacca più raramente
di Luca Spoldi   28 settembre 2018

Un mercato sempre più ricco, che Mifid 2 sta rendendo più trasparente e competitivo, in cui fusioni e acquisizioni rischiano però di ridurre il numero di posizioni apicali disponibili. Così si presenta il settore del risparmio gestito italiano dopo un 2017 che aveva già visto le prime operazioni di concentrazione.

Ad aprire le danze è stata Julius Baer, salita dall’80% al 100% di Kairos Investment Management, poi è toccato a Fideuram ISPB acquisire il gruppo elvetico Banque Morval. Ersel da parte sua ha rilevato la maggioranza di Banca Albertini Syz, Crédit Agricole (tramite la controllata Ca Indosuez Wealth Management) ha acquisito Banca Leonardo, ma la previsione unanime è che il processo sia destinato a proseguire, coinvolgendo le strutture di minori dimensioni e i family office.

Patrimonio in crescita Intanto il patrimonio sotto gestione da parte delle strutture di private banking continua a salire: a fine 2017 erano 912,5 miliardi di euro, in crescita di 43 miliardi (pari al 4,9%) rispetto a 12 mesi prima. Di questi la gran parte (832,2 miliardi, il 91,2% del mercato servito) è nelle mani di 122 operatori di private banking che si avvalgono di 16.767 private banker a cui fanno riferimento oltre 1,046 milioni di clienti, mentre 80,3 miliardi (l’8,8% del mercato servito) fa riferimento a 137 family office per cui lavorano 608 family officer che seguono circa 27.500 clienti, come ha segnalato l’edizione 2018 di Magstat Consulting.

Settore concentrato Già ora il mercato del private banking appare molto concentrato, visto che alle prime tre strutture (Fideuram ISPB, UniCredit Private Banking e Banca Aletti del gruppo Bpm) facevano capo 254 miliardi (il 27,9% del totale), e che allargando lo sguardo anche al quarto e quinto operatore (Banca Generali Private Banking e UbiTop Private) si superavano i 324 miliardi (il 35,6% del totale). Addirittura considerando i primi dieci gruppi si arrivava a oltre 472 miliardi gestiti, ossia più della metà (51,7%) del totale, il che significa che le altre 112 strutture e i 137 family office si spartivano il restante 48,3%.

Reputazione über alles Cambiare struttura per un private banker è un passo delicato che non viene quasi più effettuato solo sulla base di motivazioni economiche: secondo Magstat a spingere i migliori manager a guardare a realtà che il mercato ritiene più solide sono anzitutto considerazioni reputazionali, senza dimenticare che la percentuale di private banker remunerata esclusivamente a provvigioni continua inesorabilmente a crescere.
 

Magstat Consulting S.r.l. Via Monte Grappa, 3 - 40121 Bologna - Italy