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La Repubblica - AFFARI & FINANZA

 

La crisi morde anche gli stipendi dei banker Tagli ai benefit e nei contratti clausole e penali

Repubblica — 28 giugno 2010 pagina 56 sezione: AFFARI FINANZA

La crisi morde. E non solo chi è disoccupato o ha un lavoro poco retribuito. Le difficoltà dell' economia mondiale hanno lasciato pesanti segni anche su professioni che erano riuscite a passare indenni le precedenti crisi. È questo il caso del private banking che, in base all' ultima ricerca realizza da Magstat Consulting che verrà pubblicata il prossimo 12 luglio, ha visto scendere gli standard retributivi, pur rimanendo un' isola felice all' interno del settore bancario. Non mancano comunque le buone notizie per i private banker: secondo Magstat il reclutamento rimane molto attivo, anche se a essere richiesti sono soprattutto i private banker senior con portafogli ingenti. E dopo il tracollo delle Borse nel 2008 il loro numero si è fortemente ridimensionato. Sul fronte delle notizie negative c' è invece il ridimensionamento dei benefit, quali casa e auto aziendale, supporti tecnologici e assicurazioni. Le penali per il mancato adempimento dei patti sono inoltre diventate più onerose e la parte variabile della retribuzione, che prima del 2008 poteva arrivare a raddoppiare lo stipendio, ha subito una drastica diminuzione tanto da annullarsi in alcuni casi. Bisogna però anche ricordare che quest' ultima novità è data dal fatto che la reddittività del portafoglio dei private banker è crollata. Magstat ha poi rilevato che nei contratti dei private banker sono state introdotte clausole che una volta erano utilizzate esclusivamente da banche commerciali italiane con divisioni private, come per esempio Unicredit e Intesa. Adesso anche le piccole private bank e gli operatori stranieri utilizzano patti di non concorrenza, piani di stock option, impongono una durata minima del contratto e prevedono un prolungamento del periodo di preavviso. Si tratta di clausole volte a fidelizzare il private banker, che alternano la carota e il bastone: le penali per il mancato adempimento dei patti sono infatti diventate sempre più onerose. Nel dettaglio il patto di non concorrenza prevede che il private banker, a fronte di un' indennità che si aggiunge alla retribuzione mensile lorda, si impegni a non operare su un certo territorio per un determinato periodo di tempo (da 1 a 3 anni) dopo le dimissioni. La clausola di durata minima prevede invece che il private banker, sempre in cambio di un' indennità, non lasci la banca per un determinato periodo che solitamente varia da 1 a 5 anni. Sul fronte delle retribuzioni la situazione è invece la seguente. La figura junior, cioè colui che ricopre questo ruolo da non più di tre anni e che quindi non ha un portafoglio clienti fidelizzato, si vede garantito uno stipendio fisso compreso fra i 36 e 48 mila euro annui a cui si va ad aggiungere una parte variabile nell' ordine del 2050%. Il collega senior, ovvero colui che possiede un portafoglio clienti consolidato superiore ai 50 milioni di euro (non manca però chi supera i 100 milioni, ma in questo caso il contratto è ad personam), ha la qualifica di dirigente e può aspettarsi un stipendio compreso fra i 44 mila e i 180 mila euro. A questa cifra si aggiunge poi un variabile compreso fra il 20% e il 100%, che può quindi arrivare a raddoppiare la parte fissa, senza dimenticare i consistenti benefit quali auto, casa e assicurazioni varie. Il private banker, sia junior che senior, può però anche optare per una retribuzione tutta variabile. In questo caso chi vanta un portafoglio compreso fra i 25 e i 50 milioni può aspirare a uno stipendio nel range 100200 mila euro, a seconda della redditività dei propri clienti. Il responsabile di una unità di private banking, che oltre ad avere un suo portafoglio personale coordina anche 46 private banker, può attendersi 74180 mila euro con la possibilità di raddoppiare la cifra grazie alla parte variabile. Il capo aerea, infine, che coordina più unità di private banking, sale a 120240 mila euro e anche in questo caso può raddoppiare con la parte variabile. Queste ultime due figure, responsabile e capo aerea, possono optare per una retribuzione tutta variabile, nel qual caso possono aspirare a stipendi superiori rispettivamente ai 100 mila e 140 mila euro. - GIOVANNI MARABELLI




 

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