MAGSTAT

 HOME PAGE  Chi siamo  Servizi  Recruiting  Indagini  Stampa  Contatti

LA REPUBBLICA AFFARI & FINANZA 26 settembre 2011

 

Banche a rete e finanziarie

si è aperta la caccia ai capitali di Roma

LUIGI DELL'OLIO


La leadership finanziaria di Milano non è in discussione, ma i segnali che arrivano da Roma indicano chiaramente una ripresa in atto nella piazza finanziaria della capitale. Un fenomeno in parte dovuto proprio alla crisi, che sta spingendo il mondo del credito a rivedere le proprie strategie per avvicinarsi alla clientela, e che potrebbe fare da volano per la ripresa economica di tutta la regione, in buona parte concentrata sull’immobiliare e i servizi.
I dati diffusi dalla Banca d’Italia indicano una modesta ripresa in corso, con l’economia della regione che nel 2010 ha registrato un progresso dell’1,2%. I finanziamenti bancari sono cresciuti dell’1,6% (confermando il trend nel primo trimestre di quest’anno), mentre se si limita la prospettiva alle sole aziende, il dato è risultato in flessione del 3,1% rispetto al 2009, quando già era stata registrata una brusca frenata (-7,6%). Il dato relativo al primo trimestre, tuttavia, ha indicato una crescita dei finanziamenti alle imprese nella misura dell’1,6% rispetto a dodici mesi prima.
Quanto ai comparti economici, secondo le stime di Prometeia la crescita del valore aggiunto nei servizi sarebbe stata di poco superiore all’1%, media tra un recupero decimale del commercio e una ripresa più robusta di turismo e trasporti. «Questi ultimi sono settori con ampie possibilità di crescita», commenta Matteo Caroli, ordinario di Economia e gestione delle imprese alla Luiss, «ma i risultati dipendono da molti fattori: intanto la congiuntura, quindi gli investimenti nelle infrastrutture per migliorare l’offerta e la vicinanza con il mondo del credito». Su quest’ultimo aspetto, la situazione sta cambiando: dopo fusione di Capitalia con Unicredit che ha portato il cervello del gruppo a Milano, smaltita anche la delusione per l’acquisizione di Bnl da parte dei francesi di Bnp, la capitale sembrava aver perso il suo cuore finanziario. La congiuntura negativa ha però cambiato lo scenario: «Da qualche tempo si assiste a un maggior radicamento nel territorio, chiave di volta indispensabile per conoscere pregi e difetti del tessuto economico: questo spiega la scelta di alcuni istituti di credito di privilegiare una struttura a rete», aggiunge il docente. Una strategia messa in atto ad esempio da Intesa Sanpaolo, attraverso la creazione della Banca dei Territori. Lo stesso ha fatto Monte dei Paschi di Siena, riorganizzando la struttura per dare centralità ai presidi territoriali.
Una riscoperta della piazza finanziaria romana è in corso anche nel private banking. «La difficile situazione dell’economia ha portato diverse banche a chiudere le filiali periferiche, concentrando le attività nelle principali città italiane», spiega Marco Mazzoni, presidente di Magstat, società di consulenza specializzata nel settore bancario e finanziario. «Così Roma è diventata il punto di riferimento per la gestione dei portafogli più consistenti di tutto il Centro e il Sud Italia. Questo processo porta nell’urbe nuove expertise qualificate». Nei mesi scorsi ha aperto i battenti la nuova sede romana di Credit Suisse, nella quale sono confluite le tre divisioni di investment, private e asset management. «Abbiamo unito in un’unica direzione le tre attività che svolgiamo in Italia», spiega Marcello Patrizi, responsabile Centro Italia della divisione private banking. «In questo modo possiamo migliorare l’offerta, anche grazie all’attrazione di nuovi talenti, considerato che a Roma e dintorni c’è un elevato numero di professionisti e imprenditori (soprattutto nell’immobiliare e nel chimicofarmaceutico) con esigenze complesse in tema di gestione del portafoglio».
Proprio il real estate è stato per molti anni tra i settori trainanti dell’economia regionale, salvo poi accusare il colpo della recessione e assistere al tracollo di alcuni dei principali protagonisti della scena nell’ultimo decennio. Ma questo non ha tolto rilevanza al settore, considerato che Roma detiene il patrimonio immobiliare più vasto del paese. Non solo: la presenza nella capitale delle sedi degli enti previdenziali ha favorito l’ubicazione in città di diverse Sgr immobiliari, a cominciare dalla Fimit, che nelle prossime settimane completerà la fusione con IDeA dando luogo alla prima società di gestione del risparmio specializzata in real estate della Penisola (con un patrimonio intorno ai dieci miliardi di euro e 21 fondi in gestione). «Gli enti previdenziali avranno un ruolo decisivo nello sviluppo del settore nei prossimi anni», spiega Andrea Cornetti, responsabile Strategia e Sviluppo di Fimit. «Si tratta di realtà ricche di liquidità e da sempre orientate a strategie di investimento sostenibili nel tempo: questo potrebbe dare un contributo alla ripresa dell’economia di tutta la regione.

 

Magstat Consulting S.r.l. Via Monte Grappa, 3 - 40121 Bologna - Italy