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LA REPUBBLICA AFFARI & FINANZA 26 MARZO 2012
 

Un banchiere vale un tesoro si scatena la caccia alle star

Un vero e proprio borsino di banchieri, come fossero dei calciatori. I nomi a volte sono meno altisonanti, non fanno goal né difendono porte, ma i loro obiettivi sono più o meno simili: raggiungere performance di rendimento o difendere patrimoni dalla crisi, con la sola differenza che i milioni di euro che spesso si spendono per comprare le stelle dell' universo calcistico loro se li portano dietro sotto forma di clienti. Nonostante patti di non concorrenza, clausole contrattuali, minacce di cause legali e risarcimenti, il motivo principale per cui nasce la "compravendita" dei private banker sta nella rete di relazioni che ogni professionista si coltiva negli anni. La fiducia tra banchiere e paperone è il vero asset. Il mercato tuttavia risente della crisi e quando i ricavi non girano, c' è il rischio che qualche fuoriclasse rimanga senza squadra. Oppure, gli venga ritoccato lo stipendio facendolo propendere per un cambio di casacca. Ubs, la principale banca elvetica e uno dei leader mondiali del private banking, ha ridotto del 40% l' ammontare dei bonus attribuiti ai suoi dipendenti per l' anno fiscale 2011, a causa del calo della redditività. La banca guidata dall' italiano Sergio Ermotti stanzierà "solo" 2,6 miliardi di franchi svizzeri (2,1 miliardi di euro) per i bonus. Altre banche come Morgan Stanley, Credit Suisse e Citigroup hanno praticato tagli in media del 30%. «Il clima non è dei migliori e a marzo, il mese di consegna dei bonus, in genere tutti i nodi vengono al pettine. Ubs e Credit Suisse non lo hanno dato o lo hanno tagliato, sono diminuiti anche i benefit come l' auto, e molti bankers sono stati mandati a casa. Altri si sono riqualificati come promotori, dove c' è molto movimento. Nelle banche italiane, molti sono rimasti al loro posto sebbene avrebbero voluto cambiare», spiega Marco Mazzoni di Magstat, società di consulenza nel private banking. Del resto sono poche le nuove iniziative. Tanti piani di crescita sono stati rivisti, tante le chiusure di filiali. Unicredit ha inglobato il private banking: non esiste più una banca dedicata con una propria ragione sociale. Altri adottano una politica selettiva: «Nel nostro caso arruoliamo solamente una cinquantina di private banker all' anno dal profilo ed esperienze elevate per essere sicuri di poter garantire massima professionalità e serietà nella tutela degli interessi dei clienti», spiega Bruno Manera, Sales Manager Italy di Banca Generali Private Banking. A marzo, una delle poche novità è stata di Société Générale che ha avviato una nuova divisione di Private Investment Banking con il compito di servire le holding imprenditoriali e i family office facendo leva sulla propria esperienza nell' investment banking e nel wealth management. Lo sviluppo della divisione è stato affidato all' ex amministratore delegato di Morgan Stanley Italia, Galeazzo Pecori Giraldi, con sede a Parigi. Da Ubs, invece, è continuata la fuga con la fuoriuscita di Antonia Babbini, dove lavorava dal 1996 per diventare il numero uno delle Gestioni Patrimoniali di Banca Cesare Ponti, la private bank del gruppo Carige. A Modena, Andrea Borsari ha lasciato Ubs Italia per entrare in BnlBnp Paribas. È più facile che i movimenti avvengano tra le grandi banche estere piuttosto che in quelle italiane, tra le quali spesso nel private banking vige un patto di non concorrenza. Si salvano solo le banche specializzate dove l' osmosi è più attiva che mai. A gennaio si è assistito a un tris di uscite da Banca Esperia: Lorenzo Fusca (Responsabile Financial & Portfolio Advisory) e Francesco Menini (Portfolio Manager) sono passati a Banca Profilo, di Matteo Arpe, mentre Gennaro Frigione è approdato nella filiale romana di Banca Leonardo. D' altro canto Banca Esperia ha attratto nuovo personale. In Duemme Sgr sono entrati come consiglieri indipendenti Francesco Di Carlo, commercialista partner dello Studio Annunziata e Associati, e Marco Ercole Oriani, ordinario di economia degli intermediari finanziari nell' Università Cattolica di Milano. In Duemme Servizi Fiduciari hanno fatto il loro ingresso come consiglieri Uberto Barigozzi, commercialista titolare dello Studio Barigozzi e socio di Libra Fiduciaria, e Franco Benincasa, ex ad Banca Sella. In Duemme Trust sono arrivati Giorgio Bernini, giurista e politico italiano e Maurizio Beltrami. Una vera e propria emorragia ha colpito Mps Private Banking. Claudia Bassissi (MO) è approdata a in BnlBnp Paribas, mentre Alberto Silvestrino (FI) a Credit Suisse Italy. A Roma Alberto Croce e Simona Zavattoni hanno lasciato Mps per Banca Finnat. «Per fare massa si prende il banker, perché il mercato non tira, si prende la ricchezza là dove c' è già. Uno dei maggiori problemi per le banche è trattenere i clienti rientrati con lo scudo fiscale, spesso legati al proprio private banker», spiega Mazzoni di Magstat. I nuovi rapporti sono comunque una parte delicata per le banche, perché non basta catturare il banker con un portafoglio "carico" per stare tranquilli. «Il reclutamento rappresenta un elemento distintivo nell' industria del private banking. I consulenti finanziari di elevato profilo cercano interlocutori in grado di assicurare loro il prestigio e la completezza di gamma di cui necessitano per svolgere al meglio i servizi alla clientela. È sempre più importante nel settore del risparmio, alle prese con le criticità degli istituti commerciali e le complessità dei mercati, individuare realtà d' eccellenza e trasparente solidità. L' ampiezza di gamma diventa poi una base fondamentale per offrire le migliori soluzioni di investimento al cliente e attuare un' accurata diversificazione del portafoglio», spiega Manera di Banca Generali Private Banking. Il rischio per il banker è di passare dalla padella alla brace, per le banche di portarsi in casa capitali non proprio trasparenti. - WALTER GALBIATI


 

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