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Private banking, ai big player va il 57,1% del mercato

di Redazione Advisor Private

·    Lo si apprende dall'ultima indagine di Magstat,
che evidenzia un incremento del peso degli operatori con patrimoni superiori ai 20 miliardi

 

Forte balzo dei big player nel private banking. A fine 2015, infatti, gli operatori con patrimoni superiori ai 20 miliardi di euro sono arrivati a detenere il 57,1% del mercato, contro il 46,8% dell'anno prima. Di contro, è scesa dal 20,3% al 17,8% la quota di mercato che è nelle mani delle strutture con patrimoni compresi tra i 10 e i 20 miliardi di euro, ed è calata dal 16,5% al 9,1% la quota di mercato controllata da operatori con patrimoni tra i 5 e i 10 miliardi di euro. Hanno conservato, invece, la propria quota di mercato, al 16,1%, le piccole strutture con asset inferiori ai 5 miliardi.

A mettere in luce l'andamento delle dimensioni degli operatori finanziari nel private banking è stata l'ultima indagine di Magstat, giunta alla tredicesima edizione. L'indagine ha evidenziato che a fine 2015 il totale degli asset under management che si spartiscono i 253 player analizzati nel report è arrivato a sfiorare quota 865 miliardi, in crescita del 15% rispetto al 2014. Di questi, 793,4 miliardi (pari al 91,7% del mercato servito) sono nelle mani di 120 operatori finanziari specializzati nel private banking; mentre i restanti 71,4 miliardi (pari all’8,3% del mercato servito) appartengono a 133 family office.

Focalizzandoci ora solo sui 120 operatori finanziari specializzati nel private banking, sulla base del tipo di inquadramento riservato ai propri private banker si possono individuare:
- 27 operatori che dispongono sia di private banker remunerati a provvigione sia di private banker a dipendenza (il più grande è Fideuram Intesa SanPaolo PB);
- 9 operatori che utilizzano solo private banker remunerati a provvigione (e di questi, Finecobank è quello di maggior dimensioni in termini di masse);
- infine, 84 operatori finanziari che si affidano esclusivamente private banker a dipendenza.

Dal report è emerso poi che i private banker remunerati esclusivamente a provvigione che lavorano nell’industria italiana del private banking sono in continua e inesorabile crescita. Al 31 dicembre 2015 il numero totale era pari, infatti, a 8.104 con masse gestite stimabili in 167,1 miliardi di euro (pari al 21,1% del mercato private servito escludendo i family office).
Infine, dall'analisi della raccolta netta, si è appreso che gli operatori finanziari con all’interno una rete di consulenti finanziari (private banker remunerati a provvigione) sono quelli più dinamici: Fideuram-Intesa SanPaolo Private Banking ha raccolto, infatti, 5,8 miliardi di euro, seguita da Azimut Wealth Management (1,9 miliardi), Banca Generali (1,8 miliardi) e da Deutsche Bank ,che dispone anche della rete Finanza&Futuro (1,6 miliardi).

 

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